"Fronteggiare il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale". Per il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, è questo uno dei compiti più urgenti per "risvegliare nei nostri giovani la passione per l’agire in ambito politico, al fine di costruire un giusto ordine nella società". Intervenendo oggi a Roma al Convegno nazionale degli assistenti di Azione Cattolica, il cardinale ha definito tale compito "una missione della più grande importanza, alla quale i cristiani laici sono chiamati a dedicarsi con generosità e coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa". Un "impegno" e una "testimonianza", ha aggiunto, che "fanno certamente parte di quel grande ‘sì’ che come credenti in Cristo diciamo all’uomo amato da Dio".