"DICO": NOTA SIR

Pubblichiamo il testo integrale della nota SIR sui cosiddetti "Dico".

I cosiddetti “Dico” appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi di quelli che si ci si ripromette di affrontare. Il testo normativo a proposito dei “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi” definito e approvato dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso e avviato, ora, verso l’iter parlamentare minaccia, infatti, di incidere pesantemente – per intenzioni palesi e per conseguenze prevedibili – sul futuro della nostra società nazionale sia dal punto di vista giuridico, sia a livello culturale e di costume sia, infine, nella concreta ricaduta sulla vita delle famiglie italiane. Per questa somma di motivi – e non certo per un qualche astratto e pregiudiziale “anatema” – il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo.
Nonostante il faticoso lavoro di scrittura e riscrittura che ha impegnato importanti membri del governo, si è insomma raggiunto un proclamato "punto di equilibrio" tra i diversi orientamenti presenti nella coalizione di maggioranza che, in realtà, non assicura affatto un serio equilibrio tra l’inderogabile tutela delle persone che costituiscono una famiglia fondata sul matrimonio e le accresciute prerogative riconosciute – a partire da diritti e doveri già affermati da tempo – ai protagonisti di libere convivenze. Basterebbe citare l’aspetto relativo ai diritti successori, con il groviglio di ipotesi di concorso all’eredità tra un convivente e il figlio o i figli dell’altro partner, per rendersi conto delle questioni che rischiano dolorosamente di aprirsi.
Non ci si può poi nascondere – persino prescindendo, per un momento, dagli aspetti lessicali e contenutistici del testo del ddl – il fortissimo impatto sull’opinione pubblica delle premesse ideologiche dell’iniziativa che è stata assunta. Si parla di “Dico” ma si pensa a “Pacs”, e soprattutto si prefigura una escalation legislativa in questo senso.