"Storie di povertà, storie di solitudine". Così mons. Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana, definisce il II dossier sulle povertà rilevate dai Centri di ascolto delle Caritas di Sicilia, presentato oggi dal Centro regionale per la carità della Conferenza episcopale siciliana (Cesi). "Non è solo un libro di numeri e statistiche ha detto mons. Montenegro, che è anche Vescovo delegato per la Carità in Sicilia perché parla di storie e di volti di uomini, racconta l’indigenza prodotta dalla società e per questo ci interpella come rappresentanti di questa fabbrica di povertà e come cristiani chiamati ad aiutare chi è nel bisogno". Dai dati rilevati da 32 centri Caritas che rappresentano 12 diocesi sulle 18 siciliane sarebbero 2.392 le schede anagrafiche raccolte tra luglio 2004 e maggio 2005. "Non singoli – spiega Montenegro – ma rappresentanti di intere famiglie, spesso donne, che presentano povertà legate al reddito, alla salute, o abitativo e familiare". Per quanto riguarda il lavoro emerge una novità: "Le difficoltà non sono legate all’occupazione che manca informa il Centro per la carità ma al suo risultare insufficiente a rispondere ai bisogni delle famiglie". (segue)