La Chiesa cattolica e la massoneria rimangono "inconciliabili" sul piano dei principi e non è possibile "la doppia appartenenza" ma si può dialogare "per trovare elementi comuni sul piano operativo, ad esempio nelle battaglie a difesa della vita, dei diritti dell’uomo, della solidarietà tra i popoli, della dignità della persona umana, della salvaguardia del creato": è quanto emerso oggi pomeriggio a Roma nel corso del convegno su "Chiesa cattolica e massoneria” organizzato dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) e dalla Pontificia facoltà teologica San Bonaventura (Seraphicum). "La Chiesa cattolica, proprio in forza della sua componente missionaria, entra in dialogo con il mondo, e questo avviene anche con la massoneria", ha detto Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris, elencando una serie di incontri dialogici tra Chiesa e massoneria. "Sono sempre emersi degli aspetti di inconciliabilità – ha ricordato – ossia non è possibile la doppia appartenenza alla Chiesa e alla massoneria". Inconciliabilità condannata nei secoli dai Papi in 600 documenti e ribadita nell’ultimo documento in materia della Congregazione della dottrina della fede, firmato nell”83 dall’allora card.Ratzinger, nel quale si ritengono i fedeli cattolici nella massoneria in "peccato grave" quindi impossibilitati ad accedere alla comunione. (segue)” ” ” “