Il Papa lancia inoltre “un appello a tutti i fedeli ad essere operatori di pace e di giustizia”, denunciando “le circostanze che sono in contrasto con la dignità dell’uomo”, come le “disuguaglianze” e lo “scandalo della fame e della sottoalimentazione di cui soffrono tanti milioni di persone, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo”. “Non è compito proprio della Chiesa quello di prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile; tuttavia, essa non può e non deve neanche restare ai margini della lotta per la giustizia”, scrive Benedetto XVI nella terza parte dell’esortazione apostolica, e aggiunge: “Non possiamo rimanere inattivi di fronte a certi processi di globalizzazione che non di rado fanno crescere a dismisura lo scarto tra ricchi e poveri a livello mondiale”. Il cristiano laico, in particolare, “è chiamato ad assumere direttamente la propria responsabilità politica e sociale”, con “realismo” ed “equilibrio” per “evitare fuorvianti compromessi o vacue utopie”, come insegna la dottrina sociale della Chiesa, “prezioso patrimonio” da promuovere in tutte le diocesi e comunità cristiane.