"Blasfemia, insulti a carattere religioso e istigazione all’odio religioso": è uno dei temi che saranno affrontati dalla Commissione per la democrazia attraverso il diritto, nota come Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa, che terrà la settantesima sessione il 16 e 17 marzo nella città italiana. "Libertà di espressione e libertà di religione non sono in contrasto tra loro; sono semmai due facce della stessa medaglia, entrambi diritti essenziali, aspetti irrinunciabili della convivenza pacifica e della vita democratica moderna", spiega al Sir Simona Granata, alla guida del Segretariato della Commissione di Venezia. "E’ un tema, questo, che si impone in una realtà multiculturale", spiega la giurista, che ricorda la risoluzione sulla libertà di espressione e il rispetto dei credo religiosi varata lo scorso anno dall’Assemblea parlamentare CdE. "Abbiamo svolto una ricerca sulla legislazione esistente in Europa su questo fronte – puntualizza Granata – e abbiamo trovato situazioni molto differenti". Dieci i paesi passati al vaglio, fra cui Albania, Danimarca, Irlanda, Polonia, Turchia, Regno Unito. "Abbiamo riscontrato posizioni assai differenti, fra chi insiste di più sulla libertà di espressione e chi domanda maggiore rispetto per i credenti e le loro sensibilità. È urgente allargare il dibattito coinvolgendo l’opinione pubblica e i mass media".