SANTA SEDE: NOTIFICAZIONE SULLE “PROPOSIZIONI ERRONEE O PERICOLOSE” NEGLI SCRITTI DI PADRE SOBRINO (3)” “” ” ” “

Se Gesù fosse "un credente come noi", come afferma padre Sobrino, "non potrebbe essere l’autentico rivelatore, colui che ci mostra il volto del Padre": è una delle obiezioni di fondo contenute nella Notificazione, in cui si fa notare che nella riflessione del gesuita "viene meno di fatto il carattere unico della mediazione e della rivelazione di Gesù, ridotto alla condizione di rivelatore attribuibile ai profeti o ai mistici". Al contrario, puntualizza la Santa Sede, "sono proprio l’intimità e la conoscenza diretta e immediata che egli ha del Padre a permettergli di rivelare agli uomini il mistero dell’amore divino". Alcune affermazioni di Sobrino, inoltre, "inducono a pensare che Gesù non avrebbe attribuito alla propria morte un valore salvifico", ma semplicemente di "esempio motivante per gli altri": in questo modo, obietta la Santa Sede, "la redenzione si riduce al moralismo". "Le affermazioni sulla efficacia della redenzione e della salvezza operate da Cristo – si legge nella Notificazione – non possono ridursi al buon esempio da lui dato. Il mistero dell’Incarnazione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è la fonte unica e inesauribile della redenzione dell’umanità, che si rende efficace nella Chiesa mediante i sacramenti".