"Mi auguro che tale momento di sospensione imposto dal Tar, sia non un ‘braccio di ferro’ tra poteri, ma una opportunità di confronto tra le Istituzioni e il mondo delle Comunità Terapeutiche per formulare una proposta condivisa sul problema droga, visto che la proposta del Ministro della Salute aveva già suscitato ampi dissensi fra gli operatori delle tossicodipendenze". Questo il commento di don Mimmo Battaglia, presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche) alla decisione del Tar del Lazio che ha sospeso il cosiddetto "Decreto Turco", che ha innalzato da 500 milligrammi ad un grammo la quantità massima di detenzione di cannabis, al di là della quale scattano le sanzioni penali. L’ordinanza del Tar, pubblicata oggi, accoglie le richieste di sospensione del Decreto avanzate dal Codacons e da una comunità terapeutica di Taranto. Il Tar ha ritenuto che la legge non conferisce "al Decreto un potere politico di scelta in ordine all’individuazione dei limiti massimi delle sostanze stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute senza incorrere in sanzioni penali", ma "un potere di scelta di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle competenze del Ministro della Salute". Per il Tar "la scelta effettuata con il decreto impugnato non risulta supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro moltiplicatore".” ” ” “