"Il provvedimento del Tar che sospende il ‘Decreto Turco’, che ha innalzato da 500 milligrammi ad un grammo la quantità massima di detenzione di cannabis, al di là della quale scattano le sanzioni penali, fa nascere dice al Sir il pedagogista Mario Pollo, docente all’Università Salesiana e alla Lumsa due considerazione di natura opposta". Da un lato, "il provvedimento ha mirato a fare in modo che le carceri si riempissero un po’ di meno di consumatori di sostanze. Da questo punto di vista, il Decreto aveva una finalità potremmo dire ‘umanitaria’, benché fosse troppo generoso nel valutare la quantità ammessa". Dall’altro lato, "il Decreto lanciava un messaggio sociale: se una persona fa uso di droga senza fare del male ad altri, senza trarne profitto o compiere atti di devianza criminale, ciò è tollerato". Insomma, in questo senso, "l’aumento della dose consentita per uso personale ha rappresentato per Pollo un passo verso liberalizzazione. A livello sociale questo è estremamente pericoloso perché, al contrario, considerare l’uso della droga lecito va contro i fondamenti della nostra cultura". (segue)” ” ” “