CANNABIS: POLLO (PEDAGOGISTA), "SE MI PREOCCUPO PER L’ALTRO NON POSSO ESSERE TOLLERANTE" (2)

Chi usa la droga, infatti, secondo il pedagogista Pollo, "non si limita ad un’azione trasgressiva, ma introduce elementi di ‘distruttività’, quindi l’accettare come lecito l’uso della droga a livello personale sottovaluta il potere distruttivo di questo atto nel processo di formazione umana della persona. Parlo di distruttività dell’uso della droga perché questo atto impedisce l’evolversi di uno stato di umanità più compiuto. A giudizio del pedagogista, allora, "questo tipo di tolleranza è un messaggio di indifferenza radicale. Se io mi prendo cura dell’altro, l’I care di don Milani, non posso essere tollerante". Indubbiamente, "il carcere non è soluzione, ma bisogna trovare forme che aiutino le persone a intraprendere cammini diversi", mentre "una logica permissiva non permette questo". Questo è il motivo per il quale, quando c’è stato l’aumento delle dosi consentite, "sarebbero stati necessari contestuali interventi a favore della prevenzione e del recupero". "Non basta non punire: occorre – conclude Pollo – accompagnare le persone in percorsi formativi che le aiutino ad uscire dalla tossicodipendenza".