Benedetto XVI ha, quindi, sottolineato il legame tra l’esortazione postsinodale e la sua prima enciclica "Deus caritas est": "Ecco perché ho scelto come titolo ‘Sacramentum caritatis’ ha spiegato – riprendendo una bella definizione dell’Eucaristia di san Tommaso d’Aquino, ‘Sacramento della carità’. Sì, nell’Eucaristia Cristo ha voluto donarci il ‘suo’ amore, che lo ha spinto ad offrire sulla croce la vita per noi. Nell’ultima Cena, lavando i piedi ai discepoli, Gesù ci ha lasciato il comandamento dell’amore". Ma, ha avvertito il Papa, "poiché questo è possibile solo rimanendo uniti a Lui, come tralci alla vite, ha scelto di rimanere Egli stesso tra noi nell’Eucaristia perché noi potessimo ‘rimanere in Lui’. Quando, pertanto, ci nutriamo con fede del suo Corpo e del suo Sangue, il suo amore passa in noi e ci rende capaci a nostra volta di dare la vita per i fratelli". Da qui, ha aggiunto, "scaturisce la gioia cristiana, la gioia dell’amore". Infine, il Papa ha ricordato che accanto a Maria, "donna eucaristica" per eccellenza, a custodia del Redentore, "Iddio ha posto san Giuseppe", di cui oggi, 19 marzo, si celebra la solennità liturgica. "Invoco particolarmente questo grande Santo ha detto – perché credendo, celebrando e vivendo con fede il Mistero eucaristico, il Popolo di Dio sia pervaso dall’amore di Cristo e ne diffonda i frutti di gioia e di pace in tutta l’umanità".