Il card. Ruini, all’VIII Forum del progetto culturale, ha infine proposto "una riflessione personale" per "chiarire ulteriormente il punto decisivo del discorso che intende risalire a Dio dall’intelligibilità dell’universo". Per il porporato, è necessario correggere "la scelta compiuta da Kant" per il quale "non è la nostra conoscenza a doversi regolare sugli oggetti, ma al contrario gli oggetti sulla conoscenza", per "la corrispondenza tra la matematica, creazione della nostra intelligenza, e le strutture reali del mondo fisico, corrispondenza che è continuamente verificata dai successi delle scienze e delle tecnologie e che implica una conoscibilità di fondo per quanto imperfetta e sempre in progresso del reale da parte della nostra intelligenza". Perciò, si ripropone inevitabilmente "la domanda sull’origine di tale corrispondenza e quindi sulla ‘ipotesi’ dell’Intelligenza creatrice, ossia di Dio". Questo superamento di Kant non è un rifiuto degli "sviluppi della cultura degli ultimi due secoli", ma serve "a propiziare il cammino ulteriore che sta davanti a noi", adottando, come ha detto il Papa a Verona, un "taglio coraggioso che diviene maturazione e risanamento", "tipico del rapportarsi della fede cristiana alle culture e alle forme di razionalità di tutte le diverse epoche e che non esclude affatto, ma al contrario garantisce e favorisce l’accoglienza e lo sviluppo dei loro valori autentici".