L’Unione europea "è divenuta l’espressione esteriore di uno dei periodi più felici della nostra storia continentale. Quest’anno ha un particolare significato per tutti noi: commemoriamo mezzo secolo di destino condiviso, di pace e prosperità". Hans-Gert Poettering, da gennaio presidente dell’Europarlamento, inaugura una settimana intensa, che lo impegnerà come "testimonial" dell’integrazione europea fra Bruxelles, Roma e Berlino. Nei prossimi giorni fra l’altro incontrerà papa Benedetto XVI, visiterà l’abbazia di Montecassino (per rendere omaggio a San Benedetto, patrono d’Europa) e firmerà assieme ai 27 capi di Stati dell’Unione la Dichiarazione di Berlino, che celebrerà mezzo secolo della firma dei Trattati istitutivi della Comunità (25 marzo 1957). Nell’intervista rilasciata al SIR, Poettering spiega: "L’Ue oggi, con 27 Stati membri e quasi 500 milioni di cittadini, ha bisogno di una riforma. Il Trattato costituzionale renderebbe possibile il funzionamento dell’Unione europea: ecco perché il Parlamento sostiene l’attuale presidenza del Consiglio Ue nel suo intento di preservare la sostanza del Costituzione, cioè la Parte prima sulle riforme e la Parte seconda sui valori". (segue)