MALATTIE MENTALI: RICORSO DI “CRISTIANI PER SERVIRE” ALLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL’UOMO

Discriminazione verso le persone affette da patologie mentali e riconoscimento dei loro diritti: è questo l’oggetto del ricorso, inoltrato nei giorni scorsi da Franco Previte, presidente dell’Associazione "Cristiani per Servire", alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. "Lo scopo – spiega Previte – è quello di vedere riconosciuti i diritti delle persone con malattie mentali tramite una Direttiva comunitaria che impegni tutti i paesi aderenti alla Unione Europea". Nel ricorso, infatti, si sottolinea l’importanza di adottare provvedimenti in tal senso, secondo la "Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle sue libertà fondamentali". Previte fa notare che certe iniziative legislative, ad esempio quella inglese che prevede il ricovero coatto dei pazienti malati, "suscitano sconcerto perché riportano ad una situazione già superata dalle moderne democrazie europee". Allo stesso tempo, aggiunge, "gli eventi delittuosi e tragici che avvengono quasi giornalmente nei Paesi dell’Unione Europea ci devono far riflettere e sperare che di fronte ai duri temi della vita dovrebbe emergere sempre più il rispetto della dignità della persona". Previte fa riferimento infine alla "Convenzione Internazionale dei diritti delle persone disabili" adottata dall’Onu, che potrà essere sottoscritta a partire dal 30 marzo 2007.