"PIÙ FAMIGLIA": NOTA SETTIMANALE SIR

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana.

E’ una buona notizia per tutta la società italiana la grande iniziativa per la famiglia promossa da 21 organizzazioni cattoliche. E’ stato diffuso un manifesto semplice, chiaro ed incisivo, "Più famiglia", ed è stata annunciata una grande iniziativa a Roma, sabato 12 maggio. E’ una buona notizia prima di tutto perché, finalmente, liberi dagli schieramenti politici, una parte significativa della società civile prende la parola per difendere e promuovere uno dei più importanti beni collettivi, la famiglia appunto, "bene umano fondamentale". Lo fa con serenità e nello stesso tempo con fermezza e chiarezza. C’è nel ragionamento delle 21 associazioni cattoliche un duplice riflesso. In primo luogo si vede l’impegno serio e lungimirante a rilanciare l’identità della famiglia e dunque richiedere le necessarie tutele pubbliche, tanto dal punto di vista istituzionale che delle politiche di welfare. Ne consegue un secondo e non meno importante ragionamento: sono puntualmente falsificate, nel senso logico del termine, alcune pretese verità, fatte circolare in questi anni sotto traccia, così da creare un ambiente favorevole a veri e propri sovvertimenti dell’istituto familiare e dunque di un armonico tessuto sociale. E’ infatti proprio il principio di uguaglianza e quello stesso di non discriminazione, ad impedire il riconoscimento delle unioni omosessuali, come ogni surrettizia forma di struttura istituzionale che si ponga come simil-famiglia. Invocare garanzie uguali per situazioni differenti lede infatti in modo patente il principio di uguaglianza. Insomma: nessuna discriminazione sui diritti ed i comportamenti individuali, purché non si intacchi il quadro di riferimento. In questo – come dimostrano anche le indagini demoscopiche – i cattolici hanno svolto una fondamentale opera di chiarificazione, per informare su cosa sia veramente in gioco in questo passaggio storico fondamentale, in particolare qui in Italia. E’ questo un ulteriore punto da mettere in rilievo, cioè la grande unità e l’assoluta "laicità" dell’azione dei cattolici. Nelle scorse settimane molti sono andati con cura certosina alla ricerca di "opinioni dissenzienti" rispetto alla linea che dal Papa, alla Cei, alle associazioni laicali è stata coerentemente sviluppata a proposito dei valori e dei principi "non negoziabili". E’ emersa invece l’unità. E non perché nella Chiesa tutto sia monolitico, ma perché c’è una unità reale. Questa unità spontanea e reale – che viene da lontano – diventa argomentazione "laica", discorso "persuasivo" nella società italiana. Basta leggere il manifesto "Più famiglia": non c’è nessuna invocazione di un principio di autorità cattolico, ma un serio riferimento al sentire profondo della gente, che, una volta colta la posta in gioco, non ha dubbi. E qui sta il punto: sui grandi temi antropologici non si scherza.