” “"Perché il processo di integrazione avviato sia veramente fecondo ha proseguito mons. Bagnasco occorre che l’Europa riconosca le proprie radici cristiane, dando spazio ai principi etici che costituiscono parte integrante e fondamentale del suo patrimonio spirituale, dal quale la modernità europea stessa attinge i propri valori". "Consapevolezza delle proprie radici cristiane ha precisato non significa in alcun modo negare le esigenze di una giusta e sana laicità delle istituzioni europee, da non confondere con il laicismo ideologico", ma "affermare prima di tutto un fatto storico che nessuno può seriamente contestare, perché il cristianesimo appartiene in modo radicale e determinante ai fondamenti dell’identità europea". Dunque, "il rifiuto del riferimento alle radici religiose dell’Europa, lungi dall’essere espressione di tolleranza", ha ribadito, "è piuttosto espressione di una tendenza che vuole relegare la religione a fatto esclusivamente privato e soggettivo, elevando il relativismo etico a dogmatismo etico". (segue)” “