Il tema dell’unità nella diversità come punto di riferimento per la politica europea è stato al centro dell’intervento di Wolfgang Schäuble, ministro degli Interni della Repubblica federale di Germania e rappresentante della presidenza tedesca dell’Ue, al congresso "Valori e prospettive per l’Europa di domani. I 50 anni dei Trattati di Roma", in corso a Roma per iniziativa della Comece. Schäuble ha identificato nel processo di unificazione europeo due "forze" principali che interagiscono dinamicamente: la "diversità culturale, etnica, nazionale" e "l’unità". "L’unità nella diversità è garante di pace", ha dichiarato, mettendo in risalto "il ruolo dell’immagine cristiana dell’essere umano" quale principio ispiratore per un’economia di mercato "sociale" e che riafferma la libertà. La sinergia tra unità e diversità trova espressione, secondo Schäuble, nella necessità di "mantenere la misura" e di applicare la moderazione contro il radicalismo e l’autoritarismo. "Occorre essere aperti al futuro", ha aggiunto, ma "esiste il pericolo di perdere se stessi, la propria cultura, la propria storia, la propria identità. Anche in questo caso occorre misura". Sì alla diversità, dunque, ma "senza distruggere l’unità", in quanto "solo ciò che è consolidato può accogliere il nuovo".