Benché il potere "non sia un valore etico in sé", ha precisato Oreja, esso "lo diventa nella misura in cui contribuisce alla pace, al rispetto della dignità umana e allo sviluppo dei diritti fondamentali". Tracciando un bilancio di questi cinquant’anni, il presidente del Comitato dei saggi ha posto in rilievo i principi fatti propri dall’Ue: il rispetto delle "diversità tra gli Stati membri", "la possibilità che essi procedano a ritmi differenziati" e la sussidiarietà. Allargando l’orizzonte, Oreja ha quindi osservato che "l’unità del mondo non è mai apparsa così evidente" e "una nuova generazione di europei, consapevole dei valori che costituiscono il progetto" originario, "deve assumersi le proprie responsabilità" nel consolidamento di "una pace giusta, un’equa prosperità e un potere equilibrato". "L’Unione ha concluso nei suoi processi decisionali dovrebbe sempre rispettare i valori fondamentali che incarna, in particolare la dignità umana e i diritti fondamentali". Oggi verrà presentato ai partecipanti al congresso un altro documento: la bozza del "Messaggio di Roma" al Consiglio europeo, alla quale potranno proporre fino a questa sera i propri emendamenti. Domani il "Messaggio" verrà proclamato nella versione definitiva e affidato al presidente del Consiglio italiano Romano Prodi.