"Quando, poi, su un tale pragmatismo si innestano tendenze e correnti laicistiche e relativistiche ha ammonito ancora Benedetto XVI -, si finisce per negare ai cristiani il diritto stesso d’intervenire come tali nel dibattito pubblico o, per lo meno, se ne squalifica il contributo". Secondo il Pontefice, oggi "l’Unione Europea per essere valida garante dello stato di diritto ed efficace promotrice di valori universali, non può non riconoscere con chiarezza l’esistenza certa di una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui, compresi coloro stessi che li negano". "In tale contesto ha sottolineato il Papa -, va salvaguardato il diritto all’obiezione di coscienza, ogniqualvolta i diritti umani fondamentali fossero violati". Di qui l’esortazione finale ai partecipanti all’udienza: "Siate presenti in modo attivo nel dibattito pubblico a livello europeo" ed "affiancate a tale impegno un’efficace azione culturale". "Voi sapete – ha concluso Benedetto XVI – di avere il compito di contribuire a edificare con l’aiuto di Dio una nuova Europa, realistica ma non cinica, ricca d’ideali e libera da ingenue illusioni, ispirata alla perenne e vivificante verità del Vangelo".