EUROPA, 50 ANNI: CONGRESSO COMECE; OLIVERO (ITALIA), "DEVE COSTRUIRE PONTI" (2)

Olivero ha osservato poi che "la ricerca del compromesso come punto di equilibrio saggio tra valori differenti di cui sono portatori i popoli europei non deve pregiudicare i valori fondamentali dell’uomo, come ci ha ricordato il Papa, perché altrimenti, invece che scegliere il bene comune, troveremmo il male comune". "A noi laici tocca il compito – prosegue – di dare ragione dei nostri valori in tutti gli ambiti, allargando gli spazi del dialogo, pur rimandendo saldi rispetto ai valori". Da evitare anche "la contrapposizione tra una visione degli Stati e delle Chiese come elementi autonomi, cioè una laicità basata sulla distanza tra l’evento di fede e l’evento della politica". "Come laici impegnati– ha affermato Olivero – dobbiamo dare all’Europa un nuovo progetto non chiusa su se stessa: il limite dell’ultimo periodo dell’Ue, infatti, è stato concentrarsi solo sul benessere del nostro continente". Per riavvicinare i cittadini europei all’Ue "occorre ricordare, come ha detto il Papa, che l’Europa nasce per il mondo, con un compito di pace e costruzione di ponti. Solo così diventerà un soggetto con un suo cuore". "Come organizzazioni sociali – ha concluso – dobbiamo cercare di riportare sotto i riflettori della politica un’Europa non tesa solo alla conservazione dell’esistente, ma proiettata per il futuro in un ruolo internazionale più coraggioso".