La voce dei giovani "deve essere sentita nei corridoi e nelle sale dove lavorano i politici", perché l’Ue "non è semplicemente rappresentata da istituzioni, norme o regolamenti", ma "è un’unione di cittadini, e soprattutto una visione morale". Lo ha affermato oggi a Roma il vicepresidente del Parlamento europeo, Alejo Vidal-Quadras, al vertice europeo della gioventù in occasione dei 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma. Mentre Ján Figel’, commissario europeo per l’educazione e la gioventù, ha sottolineato l’importanza di "un’Europa libera e integrata, possibile solo se si basa su società libere e integrate a livello regionale". "Integrare ha aggiunto non significa assimilare, ma partecipare alle regole, e il fatto che i giovani siano disponibili a partecipare è segno di speranza per l’Europa". L’eurocommissario ha infine auspicato fin da subito "un dialogo strutturato con i giovani" e una "stretta cooperazione" tra essi e le istituzioni comunitarie, per arrivare già al prossimo appuntamento elettorale del 2009 dando loro "un ruolo importante". Come ha richiesto Bettina Schwarzmayr, presidente del Forum dei giovani europei: "Noi ha detto dobbiamo scrivere il prossimo capitolo cruciale in questo romanzo europeo".