Tre le sfide che Margot Wallström ha posto all’attenzione dei giovani: democrazia, immigrazione e identità. Sul primo versante "bisogna lottare di continuo e non sottostimare fenomeni diffusi come la xenofobia e il razzismo". Vi è poi la presenza degli stranieri: "L’Ue è casa di molti immigrati, ma ha domandato Wallström essi ricevono il benvenuto?", esortando a contrastare la costruzione di "ghetti urbani". In terzo luogo, l’identità europea, che "nasce dal basso verso l’alto" e vede nei giovani un punto di forza, abituati ormai a viaggiare in Europa "pensando non di andare all’estero, ma solo di cambiare lingua". A 50 anni dall’inizio del cammino, tuttavia, molte sono ancora le questioni aperte, per affrontare le quali non bastano più "gli strumenti del passato", ma "occorre un nuovo consenso, un nuovo Trattato". Questo primo vertice pertanto, "non deve essere e non sarà un evento isolato, ma l’inizio di un nuovo dialogo tra i giovani e le istituzioni europee". Perché "il mondo e l’Ue – ha concluso Wallström hanno bisogno di voi".