EUROPA, 50 ANNI: CONGRESSO COMECE; CARD. NICORA, "LA DIMENSIONE SPIRITUALE" È QUELLA "PIÙ ESPOSTA A RISCHIO"

"Il processo dell’integrazione europea verso forme di sempre più giuste e feconda unità è uno dei campi dove la passione innovatrice dei cristiani è chiamata a misurarsi con la storia contemporanea per favorire pace, giustizia e solidarietà tra le genti di questo singolare continente ricco di contenuti ed un apporto esemplare e incoraggiante a un nuovo ordine mondiale". Lo ha detto, ieri mattina, il card. Attilio Nicora, presidente dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica), nella messa celebrata a conclusione del congresso "Valori e prospettive per l’Europa di domani. I 50 anni dei Trattati di Roma", promosso dalla Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), dal 23 al 25 marzo a Roma. Si tratta, ha chiarito il porporato, di "impresa alta da incominciare sempre daccapo". Il card. Nicora ha, poi, ricordato l’attualità delle parole di Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI, che già nel 1958, un anno dopo la firma dei Trattati di Roma, metteva in guardia da un’unione "fragile": "Il giorno che una circolazione di pensiero, di sangue e di amicizia di una cultura comune fonderà i diversi popoli europei – sosteneva Montini – un’unità spirituale sarà fatta. Abbiamo bisogno di un’anima unica in tutta Europa perché davvero la sua unità sia forte sia coerente, cosciente e benefica". (segue)