Dopo il violentissimo ciclone che ha colpito il villaggio di Brmaneviky, in Madagascar è vera emergenza umanitaria e il Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) sta avviando un progetto di assistenza e ricostruzione. Quindici i morti, oltre 20mila gli sfollati, la maggior parte degli animali annegati, l’80% dei raccolti distrutto: questo il pesante bilancio del ciclone che due settimane fa ha devastato il villaggio di Brmaneviky ed è stato seguito a distanza di pochi giorni da un altro uragano. Dopo l’esondazione del fiume Sambirano una massa di melma malsana, detriti e acqua ha sradicato alberi, distrutto capanne e interrotto le strade. Per scongiurare epidemie di colera, tifo e dissenteria, i salesiani della missione del villaggio stanno lottando fin dalle prime ore e hanno accolto nella loro casa 2mila persone. "Un lavoro ininterrotto di assistenza e distribuzione di cibo, medicine e vestiti, attinti da scorte che si stanno esaurendo racconta don Saro Valla, direttore della missione -. A preoccupare seriamente è l’aspetto sanitario: cominciano ad emergere problemi intestinali, causati dall’acqua non potabile – i più colpiti sono i bambini – insieme al fondato timore che possano diffondersi epidemie di colera e tifo". Di qui la richiesta di aiuti.