CINA-EUROPA: "INTERDIPENDENZA CULTURALE" SI PERFEZIONA TRAMITE "INCONTRO CON L’ALTRO SENZA PREGIUDIZI"

Esiste tra la Cina e l’Europa una "interdipendenza culturale", visto che nessuna cultura è "già perfetta in se stessa e solo dall’incontro con l’altro c’è la possibilità di imparare". Ne è convinto Hu Hung Tze, storiografo di Hong Kong del seminario di formazione per giornalisti in corso in questi giorni a Montepulciano, nell’ambito delle Giornate per l’interdipendenza, centrate quest’anno sul tema "Cina-Europa. Una nuova via della seta". Promotori sono Acli, Legambiente, Movimento per l’unità (Focolari), Comunità di Sant’Egidio, Volontari nel mondo-Focsiv) ed enti locali toscani. "Per il contatto con altri popoli abbiamo bisogno di una dose maggiore di virtù, pazienza, comprensione e ascolto, ossia l’atteggiamento di farsi vuoto di fronte all’altro senza cercare di capirlo solo con le nostre categorie di pensiero, altrimenti nascono i pregiudizi". Il concetto di "democrazia", ad esempio (una tra le tante parole che non esistono nella lingua cinese), è difficile da intendere nello stesso modo, come ha spiegato poi Wen Tieijuan, della Renmin University di Pechino. "E’ diverso partire dal centralismo occidentale o da una cultura millenaria che ha poi vissuto una rivoluzione culturale – ha precisato -. Bisogna capire bene le differenze. Non vedo perché la democrazia occidentale debba essere globalizzata in tutto il mondo. In questo momento non sarebbe utile alla Cina".” ” ” “