"La tragedia dei giovani che muoiono in auto sulla strada non è solo una questione di velocità, ma occorre andare alla radice del problema se vogliamo aiutarli sul serio" a ricordarlo è don Maurizio De Angeli, responsabile per la pastorale giovanile della diocesi torinese, all’indomani del weekend in cui hanno perso la vita nove ragazzi sulle strade piemontesi. "Bisogna curare la causa rimarca – e non solo l’effetto". Senza giudicare nessuno, quasi sottovoce, evidenzia che in generale "Il problema vero risiede nelle prospettive dei ragazzi e nel loro stile di vita. Sta nelle difficoltà delle agenzie formative, nella crisi della famiglia, una istituzione che oggi fatica". E si domanda: "Che cosa è in concreto la prevenzione?". Se veramente si vogliono aiutare i giovani per il sacerdote è necessario tornare a riproporre un percorso "Su che cosa è il senso della qualità vita, ma anche della morte". Di fronte a queste tragedie molti ragazzi si chiedono il perché, che senso ha morire giovani, perché Dio lo permette. "Ora noi dobbiamo aiutarli – suggerisce don De Angeli – a domandarsi che cosa dice questa morte alla mia vita, quale significato assume?". Intanto il prefetto di Torino Goffredo Sottile ha convocato per questo pomeriggio una riunione con le forze dell’ordine.