KOSOVO: 40.000 I CATTOLICI EMIGRATI, MONS. GJERGI, "CI SONO PARROCCHIE DOVE LA MAGGIOR PARTE DEI GIOVANI È ALL’ESTERO"

Una comunità giovane, ma colpita da una massiccia emigrazione. È la realtà della presenza cattolica in Kosovo: su una popolazione di 2.100.000 persone, i cattolici sono 65.000, oltre a circa 40.000 emigrati. Il Paese è stato visitato ieri dalla delegazione Cei (Servizio nazionale per la pastorale giovanile, Ufficio per la cooperazione tra le Chiese e Centro Giovanni Paolo II di Loreto) in viaggio nei Balcani per promuovere l’"Agorà dei giovani del Mediterraneo". Il 33% della popolazione kosovara ha meno di 14 anni, e solo il 7% supera i 65. Dei 48 sacerdoti incardinati nella diocesi, solo 32 operano nel Paese; gli altri sono missionari, specialmente in Albania e Croazia, oppure seguono le comunità di kosovari emigrati. "I giovani ci sono, non bisogna faticare per trovarli, e il nostro clero, anch’esso giovane, non ha difficoltà a rapportarsi con loro", ha spiegato l’amministratore apostolico di Prizren, mons. Dodë Gjergi. "Piuttosto, il rischio maggiore è legato all’emigrazione: ci sono parrocchie dove la maggior parte dei giovani è all’estero". Un fenomeno, dovuto all’alto tasso di disoccupazione ,che impoverisce la comunità cattolica: "Lo sentiamo con forza e ne soffriamo – ha aggiunto il presule – perché già siamo pochi". (segue)