KOSOVO: 40.000 I CATTOLICI EMIGRATI, MONS. GJERGI, "CI SONO PARROCCHIE DOVE LA MAGGIOR PARTE DEI GIOVANI È ALL’ESTERO" (2)

” “Ma l’estero non è il paese dei balocchi, ed è importante far conoscere la realtà. "Gli scambi con coetanei che vivono in Occidente servono ai nostri giovani per accorgersi che la vita là non è poi così semplice", ha sottolineato Pal Baftjiai, responsabile del programma socio-pastorale di Caritas Kosovo. I divieti e le difficoltà ad ottenere i visti, invece, "alimentano continuamente quel sogno che i giovani hanno, facendo sì che cerchino ‘scorciatoie’ per realizzarlo che, una volta intraprese, non permettono più di tornare indietro", ad esempio mettendosi nelle mani della criminalità per abbandonare clandestinamente il Paese o, attirati dalla chimera di un lavoro, finire vittime dello sfruttamento sessuale. Proprio la prevenzione della tratta è uno dei settori in cui s’impegna Caritas Kosovo. "Lavoriamo con tutte le religioni presenti nel territorio – spiega il coordinatore della Caritas, Jakup Sabedini – per coinvolgere i leaders delle diverse comunità, sfruttando la loro influenza nell’educazione dei giovani". Il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti a partire dalla fine della guerra, nel 1999. "Con l’intervento delle organizzazioni internazionali – precisa Sabedini – è aumentato nel Paese anche il flusso di denaro, e conseguentemente la presenza criminale che gestisce questi traffici".” “