"La guerra, il lavoro precario di adulti che a 50 anni perdono il lavoro, i drammi delle persone malate di mente o di artisti falliti e messi da parte, la mafia": il Festival di Sanremo quest’anno ha tentato di lanciare un messaggio diverso, ma come dice don Doriano Vincenzo De Luca, esperto in cultura musicale, vice direttore di "Nuova Stagione", il settimanale diocesano di Napoli, in un’intervista al Sir, "è difficile dire se il Festival sia cambiato realmente". "Solo il prossimo anno osserva don De Luca – capiremo se c’è stata un’inversione di tendenza o se si vuole continuare nella direzione intrapresa nel 2007. Di certo quello che è cambiato è la necessità da parte degli artisti e del mondo che ruota intorno alla kermesse canora di esprimere una parola significativa su quelli che sono i problemi reali della gente". Tante canzoni di Sanremo potranno essere utilizzate anche "per dire una parola altra aggiunge il sacerdote – alla cultura imperante. Guidando la pastorale giovanile decanale, ogni mese ho incontri con i giovani durante i quali utilizzo molto la musica, anche se è chiaro che è un rimando: ma è veramente importante far passare i veri valori anche con un linguaggio vicino ai ragazzi". (segue)