La scelta di temi impegnati può nascondere la voglia di vincere e di vendere? "Su certi nomi osserva don De Luca – c’è la garanzia di una carriera intelligente e seria di persone che non hanno mai ricercato molto l’immagine. Lo stesso Cristicchi ha accompagnato alla sua canzone tutto un impegno concreto verso i malati di mente, attraverso una serie di indagini che egli stesso ha compiuto nei vari ospedali psichiatrici e centri di igiene mentale di Italia. Non sono i soliti luccichii e lustrini del commercio". In generale, prosegue il sacerdote, "tutti si scandalizzano rispetto al Festival di Sanremo, dicono che non è questa la ‘vera’ musica, intanto più della metà degli italiani resta incollata davanti alla televisione per cinque giorni". In realtà, conclude don De Luca, "il Festival resta un momento importante nel costume del nostro Paese ed è anche una metafora dell’Italia, nel bene e nel male. Lo era, quando la kermesse era messa male: basti pensare negli anni ’80 quando si cantava in playback, Sanremo era l’immagine della falsità della società italiana, che era tutta intrisa di tangenti. Lo è oggi mostrando un Paese che s’interroga su questioni più serie rispetto a quelle che un certo mondo mass mediatico ci fa vedere. Sicuramente non bisogna assolutizzare questa metafora, ma non si può negare che ci dica qualcosa e su questo possiamo anche ragionare".