Mons. Bux nella missiva cita Benedetto XVI che nell’enciclica "Deus caritas est" scrive che la Chiesa "non può e non deve mettersi al posto dello Stato" ma "deve risvegliare le forze spirituali, senza le quali la giustizia… non può affermarsi e prosperare": "mi sembra che la nostra Chiesa scrive il presule calabrese – stia ai margini, a guardare, seguendo in questo piuttosto l’atteggiamento delle istituzioni politiche nazionali, regionali, locali". "Da noi prosegue registro il silenzio di diversi luoghi istituzionali (salvo il Prefetto di Reggio Calabria); alcune notizie, come di cronaca, dei mezzi di comunicazione parlati o scritti; il silenzio (o l’ignoranza di ciò che è in gioco?) delle nostre comunità e particolarmente del nostro laicato". Da qui "un richiamo a ciascuno e a tutti di come la nostra vocazione cristiana interpelli ciascuno a farsi carico per la propria parte di un’ulteriore sofferenza che in questa Quaresima tocca il nostro popolo. Dio Padre ci invita ad ‘ascoltare’ il Figlio: la Parola di Dio ci guidi nella conversione non solo intima conclude – ma anche sociale che i segni dei tempi ci richiedono".