Sono 117 i missionari croati all’estero, impegnati soprattutto in Africa: sacerdoti, religiosi e religiose, mentre "non è ancora possibile quantificare i laici che partono". Lo ha affermato don Milan pehar, direttore dell’Ufficio missionario della Croazia, incontrando a Zagabria la delegazione della Cei (Servizio nazionale per la pastorale giovanile e Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese) e del Centro Giovanni Paolo II di Loreto in visita nei Balcani per promuovere l’"Agorà dei giovani del Mediterraneo". "Il nostro compito è formare i laici per le missioni, ma siamo ancora all’inizio, ci manca una scuola per la formazione. Eppure ha spiegato ci sono diversi laici, soprattutto giovani, che sono interessati e vorrebbero fare un anno di esperienza missionaria". Fino agli anni novanta c’era un unico ufficio missionario, a Sarajevo, per i croati che vivono in Croazia e in Bosnia. Poi, gli anni della guerra, durante i quali "non potevamo fare tanto perché le emergenze erano all’interno dei nostri Paesi", e il trasferimento dell’ufficio da Sarajevo a Zagabria. Oggi esistono, in Bosnia e Croazia, due uffici distinti, ma con una stabile collaborazione perché "in fondo ha concluso don pehar siamo un unico popolo in due Paesi".