“La differenza fisica ha spiegato mons.Migliore – è spesso minimizzata, mentre la pura dimensione culturale è enfatizzata e ritenuta primaria. Questo offuscamento ha un impatto sulla stabilità della società e delle famiglie e, non ultimo, sulla qualità delle relazioni tra uomini e donne”. L’uguaglianza e l’ampliamento dei poteri si avranno "quando saranno riconosciute le differenze dei sessi e sottolineate come complementari”. L’ampliamento dei poteri, ha precisato, significa dunque migliorare “la loro forza sociale, politica, economica e spirituale, individualmente e collettivamente, come pure rimuovere gli ostacoli che penalizzano le donne e impediscono loro di essere pienamente integrate nei vari settori della società”. In concreto, vuol dire richiamare “le pratiche discriminatorie che escludono le donne dai processi decisionali, spesso provocati o aggravati da discriminazioni fondate sull’appartenenza etnica o razziale delle donne, dalla religione o dallo status sociale”. Mons.Migliore ha concluso accennando alle attività della Chiesa cattolica nell’ambito della microfinanza, tramite il Catholic relief service, con programmi che coinvolgono 850.000 clienti in 5 Paesi, di cui il 75% donne: “Studi recenti dimostrano quanto la microfinanza abbia condotto ad un vasto miglioramento della situazione delle donne”.