In Iran, uno dei vicepresidenti del nuovo governo di Ahmadinejad è una donna, e in Parlamento siedono 13 membri donna. Eppure, "il governo islamico ha imposto leggi discriminatorie e oggi, in Iran, la vita di una donna vale la metà di quella di un uomo". A denunciare questo paradosso è stata Shirin Ebadi, classe 1947, avvocato e Premio Nobel per la Pace 2003, intervenendo oggi all’incontro su "Donne di Oriente e di Occidente, solidarietà per la libertà", promosso ieri a Terni per la Giornata della donna. "Io sono giurista da 35 anni", ha raccontato il Premio Nobel: "Ho fatto il giudice, l’avvocato, il docente universitario. Ho scritto libri tradotti in tutto il mondo, ho vinto il Nobel e altri premi, eppure se voglio testimoniare in tribunale non sono accettata se non sono accompagnata da un’altra donna che conferma quello che dico. Per venire qui ho dovuto chiedere il permesso a mio marito". "Queste leggi la denuncia di Ebadi non sono compatibili con la situazione civile della donna iraniana. Per questo il movimento femminista in Iran è molto forte, anche se non ha un leader né una sede". Ebadi ha rivelato il "progetto ambizioso" delle donne iraniane: una campagna di un milione di firme contro le leggi discriminatorie, da raccogliere in due anni.” ” ” “