"Quanto conta la persona nel nostro sistema giudiziario?": è la domanda che ha posto l’avvocato Carlo Taormina, relatore al convegno su "Etica e bioetica" svolto oggi a Roma. "Purtroppo ha risposto il trattamento rieducativo degli adulti che hanno commesso crimini nel nostro paese è un po’ un’araba fenice, mentre ci si rende conto che le prospettive cambierebbero se il sistema giudiziario si impegnasse a ricostruire i processi mentali e l’interiorità della persona che ha commesso fatti delinquenziali". Il magistrato minorile Roberto Thomas ha invece sostenuto che questa "attenzione esiste nei confronti dei più giovani, verso i quali la legge prevede un approccio fortemente orientato al recupero. Ciò ha aggiunto emerge particolarmente con lo strumento della messa in prova, che vale anche di fronte ai crimini più gravi, che vengono cancellati qualora la stessa prova abbia successo". Per la senatrice Paola Binetti, "oggi sui temi etici occorre rispondere non in chiave di dilemma, ma in chiave di problema, cioè facendosi carico del punto di vista dell’altro e sforzandosi di trovare insieme una soluzione che sia rispettosa dei diritti e della dignità profonda di ogni uomo".