” “"I cristiani hanno qualcosa di originale da dire sull’Europa?": se lo chiede l’"Association pour la fondation Europa" (Afe), costituita un anno fa "per riaffermare il diritto della cultura cristiana ad essere presente nelle Istituzioni europee", di fronte al Manifesto dell’iniziativa dei cristiani per l’Europa (IXE), presentato a Bruxelles il 28 febbraio. Per l’Afe, "è insopportabile" l’assenza della "sfida della ragione" che Benedetto XVI ha lanciato a Ratisbona, "prima urgenza, e non solo per i cristiani" di fronte al "nichilismo dominante in Europa". Ugualmente ignorati i tre "principi non negoziabili" richiamati con forza dal Papa (vita, famiglia e educazione), "base per l’Afe – di una convivenza veramente civile". Per l’associazione, il Manifesto trascura alcuni aspetti: "il diritto di tutte le culture, inclusa quella cristiana, ad avere pari dignità presso le istituzioni", "l’urgenza di una proposta di laicità non basata sul rifiuto delle religioni", "la necessaria sussidiarietà tra le istituzioni ed i ‘corpi vitali’ della società". Per l’Afe, "come cristiani e cattolici", non bisogna rinunciare "a impegnarsi per l’Europa a partire dalla propria identità che pure, attraverso l’esempio di uomini politici come De Gasperi, Adenauer e Schuman, è storicamente la base della costruzione europea".” “