TURISMO SESSUALE: PRIMA CONDANNA; ECPAT (RETE INTERNAZIONALE), "UN SEGNALE FORTE, MERITO DELLA LEGGE"

"Si tratta di un segnale forte, della prova che coloro che commettono tali crimini non possono e non devono sentirsi invulnerabili per la lontananza dal loro Paese": è il commento di Ecpat-Italia – la rete internazionale di organizzazioni impegnate nella lotta contro ogni forma di sfruttamento sessuale commerciale dei minori – appena avvenuta la condanna, per la prima volta, di un italiano accusato di reati sessuali su minori, commessi all’estero. Condanna resa possibile sulla base della Legge 269/98, promossa a suo tempo da Ecpat-Italia. "Indipendentemente dal grado di anonimato di cui si fanno forti nei Paesi in cui delinquono – fa notare Ecpat – ora sono perseguibili, rintracciabili, punibili. La legge si è dimostrata efficace e funzionante, uno strumento utile e indispensabile per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori ovunque essi si trovino". Riguardo ad alcune perplessità espresse da alcuni in merito all’accertamento dei crimini, il presidente di Ecpat Marco Scarpati replica: “Il problema è la mancanza di cooperazione giuridica internazionale: l’Italia sta facendo i suoi primi timidi passi in questo campo, ma col tempo confidiamo che il coordinamento fra gli organi giuridici dei diversi Paesi si accresca in modo da rendere ancora più efficace la legge da noi promossa”.