MONS. BAGNASCO: SCRITTE INTIMIDATORIE; FABRIS, "PRIVILEGIATE LE INTERPRETAZIONI" CHE INNALZANO "IL LIVELLO DELLA TENSIONE"

"È inevitabile" che i giornalisti interpretino i fatti, ma "nel clima di contrapposizioni e di conflitti in cui ci troviamo oggi a vivere, sono privilegiate le interpretazioni capaci di innalzare il livello della tensione, anche a costo di travisare la notizia". A denunciarlo al Sir è Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione all’Università di Pisa, soffermandosi sui "motivi, certo non nobili, che hanno creato attorno a mons. Bagnasco un clima di violenza, per ora fortunatamente solo verbale": a cominciare dai giorni scorsi, con "esempi e accostamenti che tali erano solo nell’interpretazione di un cronista, e che hanno suscitato un caso che, forse, avrà fatto vendere qualche copia di giornale in più", per arrivare alle minacce di morte di ieri. Fabris invita "ognuno" a "prendersi le proprie responsabilità": i giornalisti, anzitutto, "che non possono credere di poter lanciare il sasso e nascondere la mano". "C’è una responsabilità nell’uso della parole e nel modo in cui i fatti vengono riportati", ammonisce l’esperto, per il quale "le parole, talvolta, sono pesanti come pietre. Possono promuovere la pace, certamente, ma possono anche accrescere l’odio. E dunque devono essere usate con attenzione e cautela" (segue).