In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha accusato le autorità egiziane di commettere "sistematiche violazioni dei diritti umani in nome della sicurezza nazionale" e ha sollecitato il governo a garantire che la nuova legge antiterrorismo non rafforzi ulteriormente queste violazioni. "Migliaia di egiziani sono finiti in prigione in nome della sicurezza; alcuni di essi sono detenuti da anni senza accusa ne’ processo, spesso nonostante i tribunali ne abbiano ordinato il rilascio; altri ancora sono stati condannati al termine di processi palesemente iniqui", ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty: "Il governo egiziano ha il dovere di proteggere i cittadini e combattere il terrorismo ma, nel farlo, deve rispettare gli standard fondamentali sui diritti umani e i suoi obblighi di diritto internazionale. Troppo spesso, non lo ha fatto". Il rapporto denuncia arresti arbitrari, detenzioni prolungate senza accusa ne’ processo, torture e altri maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza, specialmente dei servizi per le indagini sulla sicurezza dello Stato (Ssi). Condanna anche il ricorso ai tribunali speciali militari e di emergenza per processare civili accusati di reati contro la sicurezza, con "inique" procedure che hanno anche determinato la messa a morte di alcuni imputati.