MALATI TERMINALI: DIOCESI DI PUGLIA, PERCHÉ "L’ESTREMO SALUTO" NON "SIA ANCHE L’UNICO"

Riavvicinare le comunità sociale ed ecclesiale all’ammalato terminale, che se chiede di morire è perché sperimenta la solitudine e l’abbandono e provocare la comunità ecclesiale affinché il malato sia motivo di attenzione per evitare che l’estremo saluto sia anche l’unico". Così don Filippo Urso, incaricato regionale per la Pastorale della Salute della Conferenza episcopale pugliese, sintetizza le finalità della giornata residenziale di formazione "L’accompagnamento pastorale del morente e le cure di fine vita", che si terrà a Martina Franca (Ta) il 13 e 14 aprile.L’incontro costituirà anche "un momento formativo – prosegue Urso – per i futuri ‘ministri della consolazione’, i nuovi operatori pastorali che mons. Benigno Luigi Papa, arcivescovo di Taranto e vice presidente della Cei, vuole istituire per affiancarli al morente". Tra i relatori della Giornata, organizzata da Consulta regionale per la Pastorale della salute e Associazione Nazionale Tumori di Puglia, Antonio G. Spagnolo, docente di Bioetica alle Università di Macerata e Cattolica del Sacro Cuore di Roma, don Armando Aufiero, responsabile internazionale Apostolato Centro Volontari della Sofferenza di Roma e don Filippo Urso. Presiederà mons. Mario Paciello, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente della Commissione per la Carità e la Salute della Conferenza episcopale pugliese.