ARTE E CULTURA: CLARTÉ, CONVEGNO INTERNAZIONALE NEL PENSIERO DI CHIARA LUBICH

"Artisti: quale vocazione per la nostra epoca?": sollecitati da questo interrogativo, pittori, scultori, registi e attori, musicisti e cultori delle diverse discipline artistiche da 14 paesi (dall’India all’Argentina, dalla Corea al Brasile, dalla Finlandia al Portogallo), s’incontreranno per il loro secondo convegno internazionale, che si svolgerà al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, dal 13 al 15 aprile. L’incontro è promosso da "Clarté", che si ispira alla spiritualità di Chiara Lubich ed ha tra le sue peculiarità il dialogo tra gli artisti e l’ascolto reciproco. Scopo del convegno, spiegano gli organizzatori, è "promuovere un’arte rinnovata da un’esperienza umano-divina, universale. Un’arte che, proprio perché si rivolge a tutto l’uomo, può divenire luogo di realizzazione di una visione umana integrale". Il convegno, che si aprirà con la lettura della lezione magistrale di Chiara Lubich sull’arte, tenuta in occasione del dottorato honoris causa conferitole dall’Università cattolica di Maracaibo (Venezuela), seguirà quattro piste: l’inquietudine, la speranza, la luce e le prospettive. Tra in relatori, la sociologa brasiliana Vera Araujo che analizzerà il contributo dell’arte alla società di oggi. È prevista anche una sezione dedicata a iniziative artistiche realizzate in contesti problematici, come Gerusalemme, dov’è nata un’orchestra composta da palestinesi e israeliani.