"Un intenso lavoro per un cambiamento di mentalità che possa permettere, un giorno, di pensare alla modifica della legge, che non può considerarsi intangibile". E’ questo, per il magistrato portoghese Pedro Vaz Patto, ciò che serve dopo la promulgazione della legge che liberalizza l’aborto entro le prime dieci settimane di gestazione, da parte del presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva. Silva, rammenta Patto in una nota che uscirà sul prossimo numero di Sir Europa, aveva già manifestato contrarietà alla liberalizzazione dell’aborto in occasione del referendum del’98. Dopo il referendum dello scorso febbraio, nel quale il 59% dei votanti ha detto "sì" alla liberalizzazione, lo stesso Silva, prosegue Patto, "aveva invitato i deputati alla moderazione", ed ora, "con la promulgazione, ha inviato al Parlamento un messaggio facendo appello ad un certo equilibrio nel bilanciare i diritti della donna con la protezione della vita del feto". Dei consultori "orientati alla dissuasione dell’aborto" promessi dai sostenitori del sì" non si è più sentito parlare, denuncia il magistrato; "la legge parla solo di un brevissimo periodo di riflessione – tre giorni presso le cliniche" dove "sarà praticata la maggioranza degli aborti".