VITA RELIGIOSA: ASSEMBLEA USMI; RUPNIK, IL RISCHIO DI NON AVERE PIÙ "FASCINO"

"Quale è oggi la testimonianza che il mondo si attende dai religiosi?": è la domanda che ha posto questo pomeriggio il gesuita p. Ivan Rupnik alle superiore generali riunite a Roma presso la Pontificia Università Urbaniana per la 54° assemblea generale dell’Usmi che ha per tema "La vocazione religiosa tra le vocazioni ecclesiali". "Negli scorsi decenni – ha risposto p. Rupnik – abbiamo avuto numerosi ‘allarmi rossi’ sulla vita religiosa. Mentre le forme tradizionali subivano come un lento declino, si sviluppavano forme nuove quali movimenti, associazioni, comunità al cui interno si trovano persone che hanno i voti. Da questo fatto emerge che forse la testimonianza attesa oggi è di vedere le persone di vita consacrata che veramente ‘amano Dio’ e che non hanno vergogna e timore di testimoniarlo". Rupnik ha infatti notato che uno dei rischi maggiori per la vita religiosa consiste in un sottile e subdolo "percorso di secolarizzazione delle comunità di consacrati, così che le stesse non sono più in grado di esercitare fascino sulle nuove generazioni".