Ma le conseguenze, secondo i promotori della Campagna, sono “drammatiche” per i Paesi africani, e subisce “ricadute negative” anche l’Italia, dove “sono già stati identificati 14 prodotti considerati ‘a rischio’ (tra cui fagiolini, riso, pomodori, olio d’oliva, vino e arance)”. “Il 60% delle esportazioni dei Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico – fanno notare – si concentra solo su 9 prodotti e le liberalizzazioni hanno ridotto, anziché aumentare, la partecipazione di questi Paesi al commercio mondiale, dal 3,4% del ’76 all’1%. Le produzioni europee hanno invece invaso i mercati africani più deregolamentati, danneggiando seriamente le economie locali”. Il 19 aprile alle 11.30 verrà chiesto un incontro con consoli e ambasciatori per consegnare le richieste e la piattaforma della Campagna. A Roma il 17 aprile si svolgeranno due incontri preparatori sugli accordi Epa e i loro impatti sullo sviluppo e un altro evento è previsto per il 24 aprile alla sede della Fao.” ” ” “