"C’è un aumento di immigrati clandestini che vivono in condizioni di estrema emarginazione sul territorio romanO. Sarebbe importante cercare insieme, associazioni della società civile e istituzioni, di dare insieme delle risposte, altrimenti questi episodi si moltiplicheranno": è la proposta di mons. Angelo Bergamaschi, vicedirettore della Caritas diocesana di Roma, che commenta al Sir l’ultimo rogo mortale che ha portato sabato notte alla morte di una altro immigrato romeno, alloggiato nelle baracche sul greto dell’Aniene. In sei mesi a Roma, per circostanze diverse legate sempre all’emarginazione, sono morte 30 persone. "Negli ultimi anni spiega mons. Bergamaschi c’è una maggiore presenza di immigrati non regolari che vivono sotto i ponti, lungo i fiumi, e che poi in momenti difficili, per motivi personali o a causa delle condizioni climatiche, muoiono in circostanze tragiche e in grande solitudine. Sono persone che vivono ai margini della società. Nessuno sa che esistono e muoiono nell’indifferenza". "Ma se non si sta attenti avverte – questo può diventare la norma".