DON BARSOTTI: JOSEF LEVI (RABBINO CAPO FIRENZE), UN PROFETA DEL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO (2)

“Don Divo Barsotti aveva una conoscenza degli ebrei e dell’ebraismo profondamente spirituale e per niente accademica. A suo giudizio non bastava condannare l’antisemitismo. Occorreva che i cristiani riscoprissero il mistero d’Israele e riconoscessero i valori umani, spirituali e religiosi del popolo ebraico, in un rapporto imprescindibile tra ebraismo e cristianesimo”. Sono queste alcune delle caratteristiche del pensiero di don Barsotti a proposito del dialogo ebraico-cristiano emerse nel corso dell’incontro in Palazzo Vecchio a Firenze promosso dall’"Amicizia ebraico cristiana", associazione nata all’indomani della seconda guerra mondiale e alla quale il fondatore della Comunità dei figli di Dio, grazie anche al legame con Giorgio La Pira, ha collaborato a lungo soprattutto con i suoi scritti. Barsotti aveva “una visione unitaria della storia religiosa dell’umanità, che faceva perno sull’idea di una sola rivelazione mediante cui Dio sempre più si avvicina all’uomo. E, soprattutto, l’alleanza fatta con Abramo non è mai stata revocata”. Don Barsotti era nato il 25 aprile 1914 a Palaia, in provincia di Pisa, diocesi di San Miniato. Nel 1948 aveva gettato le basi di quella che sarebbe diventata la Comunità dei Figli di Dio, un’associazione con carattere contemplativo, e di cui attualmente fanno parte religiosi e laici consacrati, oltre ad alcune centinaia di "simpatizzanti".