"Le armi in mano ai privati, acquistate con facilità anche dai giovani, non aumentano di certo la sicurezza. Gli Usa sono da tenere presente come modello da non imitare". Lo afferma al SIR Maurizio Simoncelli, esperto di Geopolitica dei conflitti e membro del Consiglio direttivo di "Archivio disarmo", l’Istituto di ricerche internazionale sui problemi del disarmo, della pace e della sicurezza. Commentando l’ennesima strage compiuta ieri in un campus universitario da un ragazzo che ha ucciso, per futili motivi, 32 studenti e poi si è suicidato, Simoncelli osserva che i giovani nella società statunitense, e di conseguenza in tutto l’Occidente, "hanno come modelli di riferimento quelli della tv, del cinema e dei videogiochi, che si basano sulla violenza per risolvere i loro problemi". "Se questi messaggi possono essere sapientemente filtrati dai ragazzi mediamente equilibrati osserva -, in situazioni di instabilità, la disponibilità e il possesso di armi conducono necessariamente ad atti gravemente violenti. La capacità distruttiva viene aumentata in maniera esponenziale". Simoncelli ricorda che negli Stati Uniti le armi sono "facilmente reperibili nelle armerie, ancor più in occasione delle fiere, e questo le rende accessibili anche ai giovani. Non è un caso che in molte scuole abbiamo dovuto mettere il metal detector". (segue)