“Gli Stati Uniti – fa notare Simoncelli – hanno nel loro patrimonio culturale il diritto al possesso dell’arma privata per difendersi. La lobby delle armi ha un enorme potere di pressione, per cui non c’è un politico che abbia il coraggio di sfidarla. Ogni volta che qualcuno ha provato a farlo ha dovuto rinunciare. Teniamo presente che il 40% delle famiglie americane ha in casa un arma”. Per questi motivi, a suo avviso, “queste tragedie ancora non riescono a scuotere la coscienza sociale dei cittadini statunitensi”. Simoncelli teme anche gli eventuali rischi di un “effetto imitazione”. “Ricordiamo la vicenda delle pietre lanciate dai cavalcavia dice -. L’aumento del fenomeno del bullismo nella scuola, che è una forma di aggressività, è solo la punta di un iceberg delle difficoltà dei giovani a vivere nella società italiana. La nostra fortuna è che in Italia il possesso delle armi è molto più controllato e limitato e questo fa sì che ancora possiamo ritenerci in una situazione abbastanza felice”. Ma esistono delle contraddizioni anche in Italia, “tra cui le esportazioni di armi, tra cui molte proprio verso gli Usa. Anche noi siamo contribuiamo a questa diffusione”.