FEDE E CULTURA: CARD. SCHONBORN (VIENNA), "CHI E COME RICONOSCE IL DISEGNO DELLA NATURA?"

"Laddove Dio deve riempire le lacune del sapere", ad ogni scoperta "che riesce a spiegare qualcosa fino ad allora inspiegabile, il suo posto" si riduce. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Vienna, card. Cristoph Schönborn, nella prolusione al "Dies Academicus" dello Studium Generale Marcianum. "Queste nicchie di sopravvivenza del creatore – ha osservato il presule – sono divenute sempre più ristrette" mentre sempre "più sicuri si sono sentiti quegli appartenenti alla comunità scientifica che affermavano che un giorno l’ipotesi di Dio sarebbe divenuta superflua". Ma non è stato così, e oggi non "è sensato attendersi dalle scienze una risposta alle grandi domande" dell’uomo per le quali appare invece "non infondata la risposa religiosa". Per il card. Schönborn "è una caricatura ridurre tutto ad un conflitto tra evoluzionisti e creazionisti", perché "la prima pagina della Bibbia non è un trattato cosmologico sull’origine del mondo" e "la fede in un creatore non può restare senza punti di contatto con la ricerca". Tuttavia "non ogni variante della teoria dell’evoluzione è conciliabile con la fede nella creazione". "L’osservazione della natura ci parla di un ordine, di un progetto – conclude l’arcivescovo -. La questione è, allora,:chi e come riconosce questo disegno?".