"Non si tratta di una casa editrice cattolica spiega mons. Franceschini non abbiamo edifici a Malatya. Davanti a fatti del genere non so come si possa parlare di tranquillità, di rispetto e di dialogo, quando a vincere è la violenza. L’anno scorso si sono registrate aggressioni e uccisioni". Secondo il presidente dei vescovi turchi, "non si può dire che gli autori siano gruppi isolati, ma lo zoccolo duro di fondamentalisti fanatici". Tuttavia "c’è anche qualcuno che prova a dare un’immagine diversa ma quella vera è quella del rifiuto. Qui a Smirne, quando sorridi, molto spesso ti rifiutano volentieri il saluto. Poi c’è anche chi, nel popolo, tra la gente comune, bada ai valori, all’onestà e all’amicizia ma non vediamo cambiamenti di sorta. Il clima della visita del Papa nello scorso novembre sembra cambiato. Oggi registriamo la sconfitta del dialogo ma andiamo avanti lo stesso. Abbiamo l’esempio dei martiri, come don Santoro, ma siamo consapevoli che la mentalità si cambia con presenze vive che fanno della loro vita una testimonianza visibile di fede. Oggi per i cristiani le cose non vanno bene. Il Papa ha seminato tanto nel dialogo ma almeno fino ad oggi, a livello di autorità, non ho mai avuto nessun contatto, nonostante io abbia scritto tanto".